Si definiscono “figli di immigrati” e non “immigrati”.
Intendono l’immigrazione come un processo che trasforma l’Italia, di generazione in generazione e si considerano “cittadini del mondo”.
Sono le seconde generazioni, avanguardie dei futuri cittadini italiani, esponenti della generazione dei “giovani cosmopoliti”, ragazzi e ragazze di origine straniera nati in Italia o arrivati prima dell’inizio della scuola dell’obbligo.
“Seconde generazioni” sì, ma con una fondamentale precisazione: non “seconde generazioni di immigrati” ma “seconde generazioni dell’immigrazione”, perchè i nati in Italia non hanno compiuto alcuna migrazione, e chi è nato all’estero ma cresciuto in Italia non è emigrato volontariamente, ma è stato portato in Italia da genitori o altri parenti.
Per capire come si sta evolvendo la nostra società è fondamentale capire e conoscerne i protagonisti, e i figli degli immigrati non possono più essere considerati cittadini “di serie B”: i numeri sono troppo importanti per ignorarli:
“La seconda generazione cambia radicalmente lo scenario e di conseguenza la prospettiva futura della nostra città. Basta considerare la presenza di minori in età prescolare e scolare sul totale dei residenti. Nella fascia tra 0 e 14 anni l'incidenza relativa degli stranieri va dal 6,3% della zona dei Colli al 29,1% della zona Bolognina. Alla Bolognina e a San Donato un bambino su quattro in età scolare e prescolare è figlio di una famiglia immigrata. Gli stranieri residenti hanno un'età media di 32,4 anni contro 47,6 anni età media della popolazione bolognese e si concentrano in prevalenza nelle classi di età giovanili. I ragazzi stranieri fino a 24 anni sono oltre 10.700, cioè il 16% dei giovani. Tra i 15 e i 29 anni sono il 20,3% del totale dei giovani residenti a Bologna in questa fascia d'età.
Sono più di 5000 i bambini e i ragazzi nati in Italia che risiedono a Bologna e rappresentano il 13% degli stranieri residenti in città. Tra i nati da madre straniera i più numerosi sono i bangladesi, seguiti dai marocchini, dai rumeni, dai filippini, dagli albanesi e dai cinesi. Sono più di 4000 i giovani stranieri nati a Bologna che a Bologna vivono, studiano, lavorano, si sposano. Dai giovani di seconda generazione, così come dai giovani in generale, viene alla politica una forte domanda di futuro.
Per poter raccogliere la sfida, la politica deve fare almeno due cose: la prima è saper capire questa realtà in rapidissimo mutamento; la seconda è riconoscere i giovani della seconda generazione come la risorsa più potente per la costruzione di un futuro comune, e provare a costruirlo assieme a loro”
Wants
Euro-mediterranean coproducers and broadcasters


